La Cucina tedesca

La Cucina tedesca

La Cucina tradizionale tedesca

Features:
  • Gluten Free
  • Vegan
Cuisine:

La Cucina dagli ingredienti meravigliosi

Ingredients

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Cuisine

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difficile presentare un’immagine sintetica della cucina tedesca. In effetti la Germania è rimasta per molto tempo un insieme di paesi e di principati relativamente indipendenti l’uno dagli altri, in cui si sono sviluppate abitudini alimentari specifiche. D’altra parte dal gioco delle conquiste e delle migrazioni, così come dagli scambi culturali con i paesi limitrofi, la cucina tedesca ha saputo assimilare altre tradizioni culinarie[1].

D. Desjeux nel suo studio sui Comportamenti alimentari in Europa divide l’Europa in aree d’influenza e posiziona la Germania nei paesi del Nord. Segnala la dominazione delle patate e del cavolo in forma di verdure, l’importanza accordata alla carne (manzo, maiale) sotto forma sia di arrosto sia di stufato, la presenza dei grassi solidi in rapporto ai grassi liquidi e il gusto marcato dello zucchero e soprattutto del miele (pan di zenzero), la preferenza per la frutta secca o cotta piuttosto che per la frutta fresca.Nel nord della Germania una costa marittima di oltre 2300 km tra il mare del nord ed il mar baltico ha storicamente favorito il consumo del pesce (aringa, anguilla, granchio, gamberi, conchiglie, salmone, spratti, platessa ed altri) e dell’aspro.La lunghezza delle frontiere appare anche in alcuni piatti importati dai paesi vicini: certi formaggi dalla Francia e dal Belgio, funghi marinati e un tipo di ravioli farciti dalla Polonia. I Knödel, seppur presenti anche in Boemia, nell’odierna Repubblica Ceca, hanno invece seguito il percorso inverso: sono infatti tipicamente tedeschi e sono sopravvissuti nella cucina boema, territorio da sempre sotto forte influenza tedesca. L’influenza viennese è all’origine dei piatti divenuti tradizionali, come la Sachertorte, gli Schnitzel (scaloppine di carne impanata) e le varietà di salsicce.

Durante il Medioevo e fino al VII secolo la cucina familiare era un pasto a base di cereali, di verdure dell’orto (cavoli, rape, carote, fave) e di carni locali,[2] cioè una cucina di terra. L’arrivo delle spezie (curry, zucchero, tè, caffè, cioccolato) apportò l’esotismo e un gusto più marcato. A quest’epoca data il gusto dei tedeschi, soprattutto quelli del Nord della Germania, per una cucina speziata con l’unione di zucchero-sale o agrodolce, come le caramelle alla liquirizia o il piatto Himmel und Erde, che mescola mele e patate[3]. Questi stessi gusti culinari si trovavano in Europa, ma questa pratica perduta in Francia alla fine del XVIII secolo, resta tuttora corrente in Germania[2].Vicino a questa cucina familiare esiste una cucina di corte, più sofisticata. I cuochi francesi sono frequentemente chiamati nelle corti dei principi[2]. Nel XIX secolo si assiste in Europa ad un tentativo di normalizzazione della cucina, con la scrittura di un libro di ricette. La borghesia ha colto la cucina della corte. Lo stile Biedermeier si manifesta fin nella cucina, dove si cerca di privilegiare una cucina “semplice e confortevole”. Si effettuò una divisione tra la cucina detta “nobile” e la cucina di terra. Questa vinse le lettere di nobiltà e apparve sulle tavoli borghesi. Thomas Mann in I Buddenbrook ci dona un’immagine della tavola borghese del suo secolo: rombi e arrosto di carne al sangue.[1]Alla fine del XX secolo la Germania subì, come gli altri paesi, un’uniformazione della cucina con l’introduzione di piatti surgelati e di cucina standardizzata. Alla cucina del cavolo, troppo lunga, si preferì la cucina del cavolfiore e del pomodoro[3] e il consumo delle patate cominciò a diminuire. La ristorazione rapida favorì una cucina mondializzata.Si assiste anche alla nascita di un’alta gastronomia tedesca con chef prestigiosi come Heinz Winkler a Aschau im Chiemgau in Baviera, Johann Lafer, che presenta una trasmissione televisiva a Stromberg in Renania-Palatinato o Dieter Kaufmann a Grevenbroich in Renania del Nord-Westphalia, inoltre con i suoi 9 ristoranti tre stelle la Germania si piazza al secondo posto dopo la Francia nella guida Michelin.La Germania ha anche saputo aprirsi alle altre culture e ristoranti propongono adesso cucine esotiche (turca, indiana…).Una reazione contro la normalizzazione del cibo sembra comparire con movimenti come lo Slow Food per la preservazione dei piatti regionali[4]. Secondo Gilles Fumey, i tedeschi sono attaccatissimi al loro patrimonio culinario e si riuniscono per numerosi concorsi di cucina.(Wikipedia))

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